Puttana miseria Nov16

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Puttana miseria

Puttana miseria<small></small>
Italiana − Alternative

Yuri Beretta

Puttana miseria

2016 – AUTOPRODOTTO
08/07/2017 – di Laura Bianchi

In un mondo discografico italiano popolato da cloni indie degli artisti più acclamati, che si avvitano sul proprio ombelico, focalizzandosi sui disagi generazionali che appiattiscono i quindicenni ai trentacinquenni, in una superficialità imbarazzante, si stacca, per originalità della proposta e dei contenuti, il cantautore milanese Yuri Beretta, ex leader dei Genialando Minimamente, attivo sulla scena musicale dagli anni Novanta e con due dischi da solista alle spalle. Giorgio Mastrocola (chitarrista di Franco Battiato e Lele Battista) ha prodotto insieme a Beretta il nuovo disco, puttana miseria , arricchendolo di tre chitarre: i soli strumenti non elettronici, oltre alla voce.

Un disco esistenziale, si direbbe, ma nel senso migliore del termine: le riflessioni solo apparentemente scoordinate di Beretta, raggelate in un arrangiamento elettronico, e narrate da una voce che varia dallo spoken word (come nel brano che dà il titolo all`album) al canto che imita la macchina (come nell`inquietante LMC6), spaziano dalla malattia della pervasività multimediale alla critica feroce nei confronti della società, che non sa più riconoscere l`autenticità. Non mancano riferimenti a una malattia fisica che ha colpito il cantautore, ma qui essa diventa metafora di una ricerca di senso negata pienamente all`uomo, e tollerata attraverso l`ironia, che spesso diventa sarcasmo (come in Leggero, dagli echi alla Baustelle, che recita “sentiti leggero se hai soddisfazione/ sentiti leggero anche se non ce l’hai /Sentiti almeno un po’ coglione/ è leggero in fondo il mondo”).

Il concept grafico dell’album è frutto della collaborazione con l’artista svedese Amanda Werger, che ha creato ad hoc un raffinato collage su stoffa, impiegando pezzi di plastica, cartone, fili di lana e cotone, tessuto e persino pezzi di una zanzariera. L’opera ha dato vita alla copertina e alle pagine interne del disco, per un oggetto d`arte alternativo e da conservare.